Cardiochirurgia
La Dott.ssa Elisa Mikus è esperta in Cardiochirurgia.
Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2002, si è specializzata nel 2007 presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna.
Si occupa principalmente di cardiochirurgia mininvasiva, con particolare interesse per il trattamento di stenosi aortica, insufficienza mitralica ed aneurisma aortico. Possiede inoltre una grande esperienza nell’esecuzione di interventi di bypass coronarici e della radice aortica.
Membro di prestigiose società scientifiche, attualmente la Dott.ssa Mikus esercita la libera professione presso il Maria Cecilia Hospital di Cotignola. È autrice di pubblicazioni scientifiche ed ha partecipato a numerosi corsi in Italia e all’estero.
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L’aneurisma aortico è la dilatazione dell’arteria principale del corpo umano, ovvero l’aorta. Il più frequente è l’aneurisma dell’aorta infra-renale, localizzato nella zona addominale, seguito dall’aneurisma dell’arteria poplitea a livello del ginocchio e quello dell’aorta toracica che coinvolge il diaframma. Ne parliamo con la nostra esperta in Cardiochirurgia, la Dott.ssa Elisa Mikus.
L'endocardite infettiva è un'infezione dell'endotelio del cuore, del tessuto cioè che riveste internamente le pareti degli atri, dei ventricoli e delle valvole cardiache. In questo articolo, esamineremo approfonditamente le cause, i sintomi e le opzioni di trattamento per l'endocardite infettiva.
L'insufficienza mitralica si manifesta quando la valvola mitrale non si chiude correttamente, permettendo il reflusso di sangue dal ventricolo sinistro all'atrio sinistro durante la contrazione cardiaca. Questo reflusso provoca un sovraccarico di volume nel cuore, con il rischio di causare dilatazione ventricolare, riduzione della capacità di pompare il sangue in modo efficiente e, infine, insufficienza cardiaca. Il trattamento è di natura chirurgica e consiste nella riparazione o nella sostituzione della valvola mitralica, al fine di renderla nuovamente continente, interrompendo il suddetto meccanismo che, se prolungato nel tempo, porta allo scompenso cardiaco e può risultare fatale per il paziente.
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